Scavi archeologici

Recenti scavi archeologici condotti nel cortile esterno del castello hanno rivelato che il colle di Masegra è probabilmente il più antico insediamento di Sondrio, frequentato già in epoca preromana (V-II sec. a.C.). A partire dal V sec. a.C. popolazioni di ceppo retico-camuno cominciarono ad addomesticare la rupe con la costruzione di muri a secco e terrazzamenti, così da sfruttarne ogni piccola porzione di terra; allo scopo vennero utilizzati ciottoli e massi erratici già presenti in loco. Uno di questi muri, con orientamento nord-sud, percorreva quasi per intero la lunghezza del piazzale (ne è stata disegnata la pianta sulla pavimentazione attuale). In quest’area si svolgevano attività agricole e artigianali: vi erano sicuramente delle tettoie, appoggiate ai muri di terrazzamento sostenute da pali, usate come riparo per gli attrezzi agricoli o come laboratorio per la lavorazione dei metalli. Sono infatti state ritrovate due macine del tipo “a sella” e scorie globulari che potrebbero derivare dalla fusione del rame.
Gli scavi realizzati hanno inoltre rivelato chiari indizi di un grosso incendio, di cui al momento non è possibile affermare con certezza se tale evento fu la causa o piuttosto la conseguenza dell’abbandono dell’abitato. Ma questo non doveva essere altro che il lembo più orientale del villaggio protostorico; si ritiene infatti che la maggior parte delle strutture abitative fosse collocata nella zona più pianeggiante del colle, in quella che attualmente è la corte interna del castello.
Per questo nell’ambito del progetto CPRE lo scavo archeologico è stato esteso al cortile interno durante l’inverno 2014-2015. Lo scavo ha evidenziato tutta una serie di apparati murari che testimoniano un fermento costruttivo in atto intorno all’edificio nel periodo dopo l’anno mille, la parte rocciosa del colle e il suo scalpellamento per l’ottenimento del cortile interno. Con detto scalpellamento sono andate perdute le tracce precedenti di quanto edificato nella parte centrale del cortile.
In aderenza all’edificio della loggetta quattrocentesca vi è stato un rinvenimento murario importante risalente probabilmente alla prima fase di insediamento fortificato caratterizzato da un’ottima fattura. Il rinvenimento è caratterizzato da una forma a ferro di cavallo e può essere considerato quale base di un edificio importante che testimonia il successivo ampliamento verso sud del castello.
Oltre a questa struttura muraria importante è emersa una canaletta di smaltimento delle acque meteoriche ad oggi funzionante di cui non è stato individuato lo sbocco nella zona ovest dell’edificio.
L’approfondimento dello scavo ha evidenziato le successive evoluzioni delle strutture del cortile, in particolare è emersa la scala di accesso alla cantina posta a sud-ovest che era stata tombata e occlusa con la costruzione della scala che porta al piano primo dell’edificio. Inoltre è emerso un  percorso in acciottolato che porta probabilmente all’accesso posto sul lato ovest. Tale percorso in pendenza testimonia la successione degli edifici della corte interna e le costruzioni sul lato ovest del castello.
Durante gli scavi sono emersi alcuni oggetti,  un fondo di bicchiere a calice in vetro, parte di uno stelo a coste di altro calice, frammento di orlo in ceramica comune, frammento di pettine in osso a doppia fila di dentelli, frammenti di ceramica invetriata graffita, frammenti di recipienti in pietra ollare. Le indagini con il georadar ed il saggio successivo nello spazio sottostante la camera picta hanno evidenziato la presenza di una quantità notevole di riempimento con macerie o roccia frammentata proveniente da demolizioni di edifici.