Piano di conservazione

Il piano di conservazione va inteso come uno strumento di lavoro che si evolve, si trasforma, si arricchisce nel tempo, di esperienze in sintonia con gli accadimenti che caratterizzano “il vissuto” dello specifico organismo architettonico. E’ un documento in progress che consente di aggiornare in tempo la conoscenza dell’andamento dello stato di salute del bene. Vi è una sostanziale differenza tra un piano di manutenzione e un piano di conservazione: il primo pianifica interventi per il ripristino funzionale mentre il secondo programma una serie organica di controlli per la gestione della trasformazione degli edifici.
Un piano di conservazione si costruisce attraverso le seguenti fasi:

  • programmare l’attivazione di risorse tecniche ed economiche;
  • progettare usi compatibili e adatti;
  • progettare gli strumenti di controllo;
  • progettare il sistema database per archiviare le informazioni;
  • programmare le procedure per interventi tempestivi.

I documenti tecnici che costituiscono il piano di conservazione si propongono di tracciare l’ossatura e la strumentazione necessaria per la formulazione dello stesso e sono costituiti da:

  • manuale tecnico;
  • manuale utente;
  • programma di conservazione;
  • prospetto degli oneri economici.