Le tecniche

Modulo B

 

Il modulo B del corso “La Conservazione Programmata” ha inteso presentare le tecniche che possono essere applicate per ottimizzare l’identificazione, la conoscenza e la conservazione dei beni culturali.
E’ stata presentata la sperimentazione delle tecniche HBIM (Heritage Building Information Modeling), sviluppata sul Castel Masegra nell’ambito del presente progetto a cura del Politecnico di Milano ed in collaborazione con il comune di Sondrio. Bene è stato evidenziato come l’applicabilità di tecniche BIM ai beni monumentali costituisce attualmente una delle punte della ricerca ed il progetto sviluppato si colloca tra i primi in questo campo in Italia.
Successivamente sono state presentate tecniche di diagnostica e di monitoraggio sia in campo strutturale che in campo termoigrometrico e ne è stata evidenziata la necessaria connessione sia con i piani di conservazione che con le tecniche BIM, a cui la diagnostica fornisce i dati di base necessari per realizzare un modello effettivamente efficace ed efficiente. Molto interessante è il caso di studio del complesso del Monastero di S. Giovani a Müstair, dove la conservazione programmata viene attuata da alcuni decenni risultando anche un essenziale punto di incontro tra tutte le esigenze concorrenti delle varie funzioni che nel monastero sono ospitate (comunità monastica, scuola di formazione, sito UNESCO, turisti).
Infine è stata presentata una modalità, messa a punto nell’ambito di una recente ricerca, per sviluppare attività ispettive finalizzate alla conoscenza con metodi efficaci e speditivi dello stato di conservazione degli edifici, sia per quanto riguarda le superfici, che per quanto riguarda l’aspetto strutturale, che per compiere preliminari osservazioni e quantificazioni dello stato di degrado; alla presentazione teorica è succeduta l’applicazione pratica dell’attività ispettiva ad alcune chiese del circondario. Anche in questo caso un interessante caso di studio è stato portato presentando le attività sviluppate per la conservazione della chiesa di S. Marino di Zillis in Svizzera.