Ispezioni

A partire dalla consistente documentazione tecnica disponibile degli oltre 70 interventi su chiese, torri, palazzi e castelli, effettuati negli anni dal 1996 al 2003 con il coordinamento dell’amministrazione provinciale e con i finanziamenti della legge 102/90 (legge Valtellina), la Fondazione di Sviluppo Locale ha sviluppato, negli anni passati, attività ispettive che hanno consentito di individuare i materiali e le tecniche maggiormente utilizzati nel corso degli interventi di restauro a suo tempo effettuati, allo scopo di verificarne l’affidabilità e la durabilità nel tempo; inoltre, a distanza di oramai una decina d’anni, è stato possibile valutare lo stato di conservazione degli edifici e verificare il livello di degrado conseguente ad eventuali carenze di manutenzione.
Nell’ambito del progetto CPRE si è inteso completare tali attività realizzando lo studio della vulnerabilità sismica di alcuni edifici di culto con individuazione dell’indice di danno e di vulnerabilità sismica secondo i criteri delineati dalla direttiva di applicazione al patrimonio culturale dell’attuale normativa sismica “Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 febbraio 2011, Valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 14/01/2008.”
La scelta operativa ha riguardato i soli edifici di culto al fine di consentire l’applicazione di criteri di schedatura e di analisi omogenei utilizzando il modello di riferimento per le tipologie “Chiese, luoghi di culto ed altre strutture con grandi aule, senza orizzontamenti intermedi” definito dal DPCM.

Le visite ispettive sono state effettuate mediante un sistema di monitoraggio/ispezione strutturale per la raccolta ed analisi dei dati relativi alla qualità della muratura ed alla vulnerabilità dell’edificio. Il tutto allo scopo di svolgere un primo livello di verifica finalizzato a:

  • descrivere l’edificio, i particolari costruttivi ed il livello di danno;
  • effettuare la valutazione della vulnerabilità sismica al livello LV1;

I rilievi sono realizzati sulla base di una procedura specifica per l’esecuzione delle attività ispettive, con la compilazione di un modello di report standard comparabile.
I risultati emersi dall’analisi territoriale portano a ritenere che nel complesso le chiese valtellinesi non risultino particolarmente sensibili all’azione sismica. Su base statistica le chiese analizzate sono state suddivise in relazione alla loro sensibilità al sisma, mettendo in evidenza quelle che risultano più sensibili pur presentando valori dei parametri sismici comunque adeguati.
I risultati sono inoltre stati confrontati con quelli in un contesto di maggiore sismicità ed anche con quelli ottenibili con un livello di modellazione ed analisi più approfondito (LV2 ed LV3) mettendo in evidenza significative criticità dal punto di vista dell’analisi sismica correlate a specifici microelementi.
Le ispezioni sono anche estese per confronto ad un edificio sito in Valposchiavo