Indagini geologiche

S. Romerio

L’ammasso roccioso al di sotto della chiesa risulta notevolmente smosso; in particolare ai piedi del muro di sostegno principale è presente una appariscente fessura di diversi decimetri di larghezza, che emerge anche nella cappella ipogea presentando segni di dislocazione lungo la fessura stessa. La base del muro è tuttavia impostata sulla roccia e non ci sono indizi di movimenti relativi tra la superficie rocciosa e la stessa. Non è inoltre presente alcun indizio di movimento attivo nel sottosuolo alla base della chiesa e del muro di sostegno maggiore. E’ possibile quindi escludere il fatto che il dissesto del muro di contrafforte principale abbia origine da un dissesto alla base del muro, e quindi la necessità di misure di stabilizzazione alla base del muro stesso.
Poiché il piano di fessura sottostante la chiesa emerge dal terreno all’incirca in prossimità della parete est della chiesa, la stessa risulta collocata su un cuneo di roccia che posa sul piano di fessura. Lo slittamento di questo cuneo è evitato dalle superfici ancora integre e dalle parti ad incastro nella roccia; al momento non ci sono sintomi di un principio di slittamento del cuneo roccioso.
Il muro di contrafforte secondario invece risulta notevolmente inclinato: la relazione geologica individua la causa della sua inclinazione nel cedimento della roccia sottostante (in quanto in quest’area sono attive deformazioni locali della roccia) e suggerisce la ricostruzione previo consolidamento della base. Nella relazione si specifica comunque che la struttura della chiesa non evidenzia cedimenti che possano essere messi in relazione alla seppur considerevole rotazione di tale elemento.
In conclusione il pendio è soggetto a crolli di masse rocciose con un tempo di ritorno di alcuni decenni e non si può di conseguenza escludere il rischio residuo di un crollo maggiore; al momento non sono comunque presenti indizi di crollo imminente e non sono quindi richieste immediate misure di consolidamento.