Gli xenodochi di S. Perpetua e S. Romerio

Gli xenodochi costituivano, nel Medioevo, una rete di strutture ecclesiastiche al supporto dei viandanti, sia dei pellegrini sia di coloro che si dovevano spostare per altri motivi. I primi xenodochi sorsero in ambiente urbano, ma in una seconda fase essi cominciarono a svilupparsi anche lungo le principali vie di comunicazione. Gli xenodochi di Santa Perpetua e San Romerio, storicamente e geograficamente strettamente connessi, hanno costituito il punto nodale del sistema di comunicazione che, attraverso la Val Camonica, il passo dell'Aprica, la Valtellina ed il passo del Bernina, univa le Valli del Reno e dell'Inn con la pianura padana ed il Mediterraneo.


La chiesa di S. Perpetua sorge a Tirano su un balcone naturale in posizione dominante sulla sottostante piazza della Basilica e su tutto il territorio circostante la cittadina. Le prime notizie documentali relative alla chiesa di S. Perpetua risalgono al periodo tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo. Accanto all'edificio sacro sono ancora visibili i resti di uno xenodochio. La chiesa di San Romerio, situata in Comune di Brusio, a pochi chilometri dal confine di stato in territorio elvetico, a circa 1800 mslm, è fondata su una base rocciosa a strapiombo sopra il Lago di Poschiavo. La chiesa fu consacrata dal vescovo di Como Guido Grimoldi (vescovo di Como dal 1096 al 1125) ed i primi cenni documentali che attestano l’esistenza di una chiesa in tale luogo risalgono agli anni 1106-1140.
Con istromento del 1237 Uberto, vescovo di Como, decretava l'unione delle due chiese di S. Remigio e S. Perpetua, unione confermata nel 1252 dal papa Innocenzo IV. Da allora le due chiese con i relativi conventi, ambedue misti, procedettero sempre unite, tanto che spesso un solo converso rappresentava negli atti pubblici le due chiese e l'unico capitolo. Con bolla del 27 settembre 1517 il papa Leone X le univa infine al santuario della Madonna di Tirano, sorte che i due edifici hanno condiviso fino ad oggi.
La singolarità della situazione giuridica della chiesa di S. Romerio ha provocato in passato una serie di contrasti anche legali in merito alla proprietà ed agli obblighi di manutenzione, ricorrenti in casi di questo tipo, ma amplificati nella situazione specifica dalle differenze di nazionalità. Questo contesto non ha ovviamente favorito la corretta gestione del monumento: se si esclude un importante intervento ben documentato e risalente al periodo 1951-1953, gli interventi di manutenzione sono stati finora limitati al minimo indispensabile, garantendo comunque la conservazione della chiesa, anche se in condizioni non ottimali.


Nell’ambito del progetto CPRE questi due edifici hanno quindi costituito un efficace caso di studio sia per il loro significato simbolico di ponte tra i due territori sia per gli aspetti legati alle competenze interdisciplinari ed interfrontaliere connesse alla loro gestione.