Gli altri paesaggi della Valtellina

Modulo 3

In Valtellina, come in tutte le aree alpine, il paesaggio è fortemente caratterizzato dai segni secolari tracciati dall’uomo e dallo stretto rapporto dialogico che necessariamente si è sviluppato tra questi ed il territorio. Risulta ovvia la considerazione che i terrazzamenti sono solo uno dei tanti tasselli che compongono l’articolato mosaico del paesaggio valtellinese - forse il più evidente -, ma che necessariamente convive paritariamente con gli altri paesaggi, quelli, così diversi, del versante orobico e più in generale con quelli dei maggenghi, dei boschi, delle acque.


Il Distretto Culturale della Valtellina ha scelto nella sua fase iniziale di puntare l’attenzione sul paesaggio terrazzato come obiettivo strategico in quanto i terrazzamenti del versante retico risultano il tratto del paesaggio più caratterizzante, ma anche il più immediatamente riconoscibile e quindi raccontabile. E’ evidente tuttavia che il paesaggio culturale valtellinese è molto più ampio dei soli terrazzamenti: “… l’uomo nel corso dei millenni ha completamente trasformato gli ecosistemi alpini … Queste radicali trasformazioni interessano praticamente tutta la vegetazione alpina (e) solo le regioni rocciose e glaciali ostili alla vegetazione restano escluse dall’ambito dell’intervento antropico, semplicemente perché l’uomo non sa che farsene al fine di uno sfruttamento agricolo. Le diverse forme di utilizzazione presentano naturalmente grandi differenze: l’intensità di sfruttamento nell’area di impronta romanza è maggiore rispetto all’area di impronta germanica; i versanti esposti a sud sono sfruttati più intensamente di quelli esposti a nord…” (Bätzing Werner, Le Alpi. Una regione unica al centro dell’Europa, pag. 123, dove quanto affermato per vegetazione e sfruttamento agricolo si può facilmente estendere al territorio ed al suo sfruttamento in senso lato).
Il terzo modulo del corso ha quindi analizzato alcuni degli “altri” paesaggi della Valtellina, il paesaggio dei boschi, della pietra e dell’acqua, evidenziando quanto l’intervento dell’uomo su di essi sia significativo e caratterizzante e quindi come la gran parte del paesaggio valtellinese sia in effetti frutto di una modifica antropica ed in ultima analisi culturale.
Ha inteso anche sollecitare il confronto con alcune buone pratiche di gestione e di manutenzione attuate nella vicina Valposchiavo, nella convinzione che le Alpi possano essere effettivamente una regione “unica” solamente laddove si stimoli una positiva circolazione delle idee.