Conclusioni

Il progetto CPRE ha costituito una buona strategia per la valorizzazione di un territorio transfrontaliero a partire dal riconoscimento della propria identità e del proprio ruolo, ma soprattutto attivando come leva di rilancio un corretto approccio alla gestione del patrimonio culturale, attuata con le metodologie e le tecnologie della conservazione programmata. Il tutto allo scopo di rendere i beni ed il paesaggio culturale motore di sviluppo attraverso l’attivazione di pratiche virtuose che, in sinergia con il patrimonio UNESCO, consentano di riscattare il territorio oggetto di studio dalla sua attuale marginalità.
La fase della conoscenza è risultata fondamentale nella definizioni degli obiettivi e delle strategie da attuare per la conservazione, la gestione e la valorizzazione dei beni. L’utilizzo di avanzate tecniche di rilievo e di indagine diagnostica ha permesso di ottimizzare i risultati dell’indagine conoscitiva ed elaborare le soluzioni più efficaci d’intervento.  Nel caso di studio di Castel Masegra, ad esempio, i risultati delle ricerche innovative nel campo del rilievo laser scanning e fotogrammetrico hanno consentito di realizzare un modello tridimensionale ad alta definizione. Il modello HBIM (Historic Building Information Model), oltre ad offrire una rappresentazione 3D accurata del castello utilizzabile per fini progettuali, ha consentito la generazione di una struttura per soglie cronologiche, dimostrativo delle potenzialità anche per la divulgazione a scopo turistico.
Le azioni di formazione realizzate hanno consentito di sviluppare specifiche collaborazioni scientifiche e di dare risonanza su ampia scala alle attività svolte. Hanno inoltre avuto lo scopo di aiutare gli abitanti a riconoscere l’identità del territorio e di innescare un positivo scambio di esperienze e creare un polo di competenza arricchendo i due territori vicini ed aiutandoli a ricollocarsi con la giusta evidenza in una posizione non solo geograficamente centrale nell’arco alpino.
Infine le attività di valorizzazione hanno permesso di declinare anche operativamente le proposte conservative, diffondendo i risultati ottenuti e generando nel tessuto sociale consenso alle politiche di conservazione; è stato così possibile generare un modello di intervento complessivo virtuoso, che è stato interessante proporre anche nell’ambito di alcuni convegni internazionali.