Archeologia

 

A seguito dei gravissimi eventi alluvionali del 1987, di ampio impatto per tutta la provincia di Sondrio e per le zone adiacenti inclusa la Valposchiavo, è stata emanata la legge 102/90 (denominata in breve legge Valtellina) che fin dal titolo si proponeva di costituire anche uno stimolo per la rinascita del territorio. A questo scopo l'art. 5 prevedeva, in modo invero lungimirante, un piano per la ricostruzione e lo sviluppo riguardante molteplici settori della vita pubblica quali le infrastrutture dei centri urbani, la viabilità ed i trasporti, le attività produttive, i servizi sociali. Alla lettera e) lo stesso piano prevedeva il recupero e la conservazione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, finanziando in questo ambito interventi di ampia portata  di restauro statico ed architettonico di edifici vincolati.
Negli anni dal 1996 al 2003 l’amministrazione provinciale ha coordinato l'esecuzione di oltre 70 interventi che hanno riguardato chiese, torri, palazzi e castelli della Valtellina (e della Valchiavenna) per una spesa complessiva di oltre 30 milioni di euro, facendo sintesi tra le istanze di tutela rappresentate dalle competenti Soprintendenze, le attività tecniche di ampia portata e specializzazione svolte dai numerosi progettisti coinvolti e le attività di cantiere, talora di particolare complessità, compiute dalle imprese e dalle maestranze. I numerosi interventi effettuati hanno prodotto una copiosa messe di materiale, che non era stato finora analizzato in modo sistematico, sia riguardo agli aspetti storici ed architettonici degli edifici oggetto di intervento, che in merito agli scavi archeologici effettuati.
A partire dalla consistente documentazione tecnica esistente e disponibile è stata sviluppata l’attività di valorizzazione dei dati emersi dai numerosi scavi archeologici effettuati in modo quasi sistematico contestualmente agli interventi già citati. I dati disponibili sono stati rielaborati, con il supporto anche di una serie di analisi strumentali eseguite con tecniche avanzate, allo scopo di ottenere un quadro completo delle informazioni che è possibile ottenere da quanto emerso dagli scavi archeologici realizzati negli ultimi trent'anni in Valtellina.
Il materiale relativo all’epoca della romanizzazione proviene per la maggior parte dagli scavi degli abitati di Sondrio, Castel Masegra e Teglio. Altri elementi di spessore conoscitivo sono l’esistenza di studi sulla grande quantità di pietra ollare in Valtellina, il ritrovamento di materiali altomedievali e le diverse tipologie di materiali metallici, materiali in vetro, ceramiche post-medievali costituenti, questi ultimi, una notevole testimonianza della vita quotidiana della vallata, nei secoli tra domino visconteo e grigionese. Lo scavo delle chiese ha tra l’altro restituito una notevole quantità di particelle d’ intonaco dipinto, alla cui disamina si è proceduto con metodi archeologici di studio dei frammenti pittorici. Analisi paleoantropologiche degli inumati dagli scavi di tutte le chiese valtellinesi, si sono rivelate di grande portata per la quantità di materiale osteologico esaminato e per l’importanza dei contesti esaminati. Analisi paleobotaniche e archeozoologiche, permettono di accedere ad altri aspetti del contesto valtellinese, da cui riemergono le visuali e i siti più antichi che acquistano, in questo modo, leggibilità e spessore.

Le informazioni sono state completate analizzando anche il materiale prodotto nel corso di numerosi altri interventi di scavo effettuati negli ultimi decenni sul territorio, messo a disposizione dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, che ha svolto il fondamentale ruolo di coordinamento e di direzione scientifica dei lavori.